Chi sono

21-05-2014

A distanza di tre anni dalla partenza e dalla scrittura di questa pagina ho deciso che è giunto il momento di aggiornarla. Tante cose sono successe e io non sono più la stessa persona di allora.

Le cose che sono successe sono in parte raccontate in questo blog. I cambiamenti che sono avvenuti in me invece mi hanno avvicinato alla piena scoperta di me stesso, tre anni di prove, sfide, errori, semplici episodi, nuovi amici e la lontananza dalla comunità in cui sono cresciuto hanno pian piano spazzato via i residui, le scorie di comportamenti indotti ed assimilati in 30 anni senza rendermene conto. Piccole e grandi cose, reazioni, schemi di pensiero che facevano di me ciò che gli altri vedevano. Ci sarebbe molto da dire al riguardo uso questi tre aggettivi: poco sorridente, nervoso e taciturno.

Non che il lavoro di scavo e ricerca sia finito c’è ancora molto da fare ma ora vedo chi sono e so cosa voglio, due cose che non sono scindibili. Il problema più grande adesso è come rendere sostenibile nel lungo periodo come voglio vivere, ciò che voglio fare. Si perchè per ora faccio ciò che fanno un po’ tutti quelli come me. Trovo un lavoro, metto da parte i soldi e poi riparto a viaggiare.

Ma vediamo cosa è successo negli ultimi anni da quando ho scritto la prima parte di questa pagina.

Dopo aver lasciato il lavoro sono andato a Brighton per 4 mesi a migliorare il mio inglese, tornato in Italia dopo 2 settimane sono partito in treno. Ho attraversato e visitato le seguenti città: Vienna, Cracovia, Varsavia, Berlino, Copenaghen, Stoccolma, Tallin, San Pietroburgo, Mosca, Irkutsk, Ulan Bahatar, Pechino, Xian, Chengdu, Kunming, Guangzhou.

Arrivato a Guangzhou mi sono fermato. Tra un rinvio e l’altro, una visita in Italia e l’altra,mi sono fermato circa 2 anni. Un’esperienza questa che mi è servita più del viaggio precedente. Durante la permanenza in Cina ho insegnato inglese all’asilo, un lavoro che non sapevo fare e che ho imparato sul campo (una delle sfide di cui parlavo prima). Durante la permanenza in Cina ho visitato le Filippine e numerosi posti in Cina su tutti Yangshou e Zhang jia jie.

Ora, finito il contratto di lavoro sono ripartito. Viaggio in bici, sono stato ad Hanoi, Ha Long bay, Sapa, DienBien Phu e ora mentre scrivo sono in Laos a Luang Prabang.

Quando scrissi questa pagina scrissi questa frase: Se fallirò saprete cosa non fare e vi sarò stato comunque d’aiuto.

Sinceramente anche quando scrivevo, questa frase mi sembrava una cazzata, è vero avevo il timore di non riuscirci, avevo molti timori allora. Ma parliamoci chiaro se veramente avvessi voluto arrivare in Australia avrei fallito? A parte i pericoli che si possono incontrare, arrivare in Australia via terra è una questione di soldi. Se invece di fermarmi a Guangzhou avessi deciso di arrivare in Australia ci sarei riscito? Si, anche con pochi soldi avrei potuto decidere di tagliare tutte le spese e dirigermi per la via più spedita verso la meta. Sinceramente non credo che nessuno abbia bisogno che qualcuno gli spieghi come fare. No!?

Qual è il punto? Il punto è che ho fatto ciò che sentivo, ero stanco di spostarmi e mi sono fermato nel posto che mi sembrava adatto in quel momento. Da li tutta una serie di conseguenze che non sempre ho affrontato col sorriso ma che ho superato. Devo dire che momenti veramenti difficili non ce ne sono stati e questo lo prendo come un’ulteriore prova della correttezza della scelta fatta 3 anni fa.

Avevo scritto e detto a tutti delle mie intenzioni e scegliendo di fermarmi mi contraddicevo, restando fermo due anni sancivo il fallimento del mio progetto. Qualcuno me l’ha anche detto. A quel qualcuno ho risposto che guadagnavo più che in Italia lavorando meno e con un costo della vita che era la metà, ma in fondo un pò ci credevo nella storia di aver fallito. Cosa che non ho mai smesso di pensare era che avrei potuto ripartire quando volevo e che dovevo rendere conto solo a me. Vivevo in un paese diverso e approfondivo la sua conoscenza, quello che cervano nei miei viaggi e che fino ad allora mi era mancato.

Si perchè fin da Cracovia (la seconda città del mio viaggio) avevo avuto la sensazione che qualcosa mancasse, quello non era il mio modo di viaggiare, nella bellissima Svezia poi, dietro i finestrini di una seconda classe che sembrava una prima, avevo deciso che autobus e treni non andavano bene ed avevo iniziato a lavorare all’idea di viaggiare in moto o in bici. Senza esperienza non potevo attraversare il deserto del Gobi, decisi di acquistare la bici in Cina, cosa che feci quando mi fermai a Guangzhou.

Nei due anni che seguirono ho sviluppato il mio progetto di viaggio, diciamo la seconda parte in movimento. Il progetto è molto complesso, gli obiettivi ambiziosi. Si articola così:

Persorso: Vietnam, Cambogia, Laos, Yunnan ( Cina), Thailandia del nord, Myanmar, Thailandia, Malesia, Indonesia etc..

Tempi: indefiniti, quando finisco i soldi? Quando sono stufo? Quando trovo un posto in cui mi va di stare? Boooohhh!!!

Come: in bici. Sempre e comunque? Neanche per idea.

Quello che so per certo è che voglio provare sport estremi, volontariato e Woofing.

Ad ora ho visitato il nord Vietnam, sono passato in Laos e giugno lo passo in Nepal dove ci vado con l’aereo, con la scusa di un matrimonio.

Tutto secondo copione quindi 🙂

Non ho nemmeno letto e studiato cosa visitare, decido via via. Ciò che cerco è la libertà perchè darmi delle regole.

In bici è dura molto dura ma ho trovato il mio modo di viaggiare e sono felicissimo. Passo in posti dove non hanno mai visto un turista e la differenza nelle persone si vede. La sensazione, difficile da spiegare, di vivere e sentire i posti che attraverso è impagabile. Ora vedo chiaramente che ciò che mi mancava era proprio questo.

 

11-02-2011

Mi chiamo Walter sono italiano e vengo dalla provincia di Cremona.

Ho 33 anni e ho deciso di fare ciò che per anni e anni ho sempre sognato e sentito di dover fare: viaggiare per il mondo.

Non ho limiti di tempo. Sono solito chiamare questo periodo: anno sabbatico, ma è solo un nome. Come obiettivi mi sono posto il raggiungimento della Nuova Zelanda via terra (so che c’è il mare), diciamo senza aereo e non per la via più diretta.
E’ quello che c’è tra la meta e noi, la cosa più importante, no?

Perchè senza aereo? Troppo facile; mi piace viaggiare a contatto con la gente del posto, muovermi coi loro mezzi, provarne le difficoltà per cercare di capirli meglio. Odio la sensazione che provo quando partecipo a qualcosa di organizzato, la sensazione “vacca da mungere” la chiamo.

Il 21 gennaio 2011 ho lasciato il lavoro e sono partito, prima tappa: Inghilterra, Brighton, per migliorare l’inglese. Quattro mesi e mezzo.
Scopo: poter comunicare al meglio con gli altri viaggiatori che incontrerò lungo la strada.

Perchè ho deciso di scrivere un blog?

I motivi sono molti, alcuni è presto per dirli. Il principale è la condivisione, so che c’è tantissima gente che vorrebbe prendere la stessa decisione. Io probabilmente non l’avrei mai presa se non avessi scovato altri blog di persone che prima di me hanno lasciato il lavoro e la vita “normale”. Dimostrando e spiegando come era possibile.

Voglio essere un’altra voce tra le tante, questi siti sono importantissimi per me e non mancherò di parlarne. Se fallirò saprete cosa non fare e vi sarò stato comunque d’aiuto. Come i feedback negativi nei commenti di un albergo: danno credibilità ai positivi.
Poi magari una mia frase colpisce particolarmente un lettore e gli fornisce quella spinta decisiva che gli manca per fare il passo. Sarebbe un sogno.

Fallire o riuscire, l’importante è provarci.

La pagina si intitola “chi sono” ma ho scritto ben poco al riguardo. Perchè a dirla tutta non lo so. Questo viaggio serve anche a questo: capire chi sono.

 

About the Author

Sono nato nel 1978 in provincia di Cremona. Nella vita si cambia, ma un aspetto di me non è mai cambiato: la voglia di scoprire cosa si nasconde dietro la prossima curva, dietro la collina, la linea d' alberi, oltre l' orizzonte. Molte sono le motivazioni che mi hanno spinto ad imboccare questa strada. Ma questa mia caratterisca è sicuramente alla base di tutto. Riflettendoci è la caratteristica che più sento mia.