Tour in Mongolia 2° parte

 OLGI

Incontriamo Tjeerd olandese, ha viaggiato in autostop per un anno e mezzo attraverso: Turchia, Iran ed ex repubbliche sovietiche. Si unisce a noi per i tre giorni di trekking.

Attraverso Tjeerd deduciamo che probabilmente la Mongolia è il paese più difficile in cui viaggiare, senza tour organizzati, in Asia. Lo deduciamo da alcune frasi: un autista gli propone un passagio dicendo che lui non beve mentre guida. Tjeerd sorpreso si rivolge a noi dicendo:- certo, guida: non beve- In Mongolia non è così scontato.

Troviamo il minivan per Khovd, partiamo due ore dopo, poi un’ altra ora fermi all’ uscita della città, non sappiamo perchè, ma l’ autista e i due deficienti che siedono davani, escono dalla baracca con le birre. Velocità di crociera normale. Devono bere. Poi si fa buio, l’ autista capisce che è in ritardo e allora comincia ad andare forte. Pensarci prima? Comunque ci fermiamo un’ ora per mangiare.

Minivan per Ulaangom: strano, troppo strano. Siamo in tre sui tre sedili posteriori, partiamo solo un’ ora dopo ed angurie, tubi, pacchi e quant’ altro sono sul tetto. Troppo strano, io e Javi ci guardiamo increduli.

Partiamo. Ecco il quarto sul sedile posteriore. Dopo un’ ora lasciamo la città. Così sono due ore dopo. torniamo alla normalità mi stavo preoccupando. Però quella roba sul tetto non mi convince.

Ci fermiamo in mezzo alla strada. Problema meccanico? Ripartiamo.

Dopo meno di un’ ora ci fermiamo in un villaggio, l’ autista sparisce in una ger per un quarto d’ ora. Torna e iniziano a scaricare le cose dal tetto. Alcune sono per la ger, le altre le mettono nel minivan.

Finalmente tutto normale. Ora siamo in tre su due sedili, sul terzo sedile ci sono due sacchi di angurie e borse. Un’ anguria sporge e punta dritta alla mie costole. Alla fine sarà l’ anguria ad avere la mia forma. Pugni.

C’è uno che vende angurie nel nulla, vuoi non fermarti? Non vorrai mica arrivare con la luce?

In tre stanno male, vomitano dal finestrino. Del resto siamo in ritardo, non c’è tempo di fermarsi. Fortuna che il finestrino di Javi si chiude. Le pennellate di vomito copriranno metà fiancata, finestrini compresi.

La ragazza che siede con noi scende a metà strada. Due sedili, due persone. Siamo comodi non ci credo.

Una Jeep ci raggiunge e ci ferma, cinque minuti di chiacchiere e ripartiamo. I dubbi aumentano.

Ulaangom, notte, incontro con l’ americano che ci ospita in couchsurfing.

Ubriachi ondeggiano per le strade. Nelle città è facile trovare tombini aperti. Non ci sono avvertimenti, è facile non vederli di giorno, figurarsi di notte con le strade poco illuminate.

Ogni anno due o tre Peace Corp ci finiscono dentro. Il ragazzo che ci ospita è del Peace Corp. Un’ organismo umanitario del governo americano (umanitario?). Grazie a loro è abbastanza facile fare couchsurfing, parlano il mongolo.

L’ organizzazione fornisce le medicine ai Peace Corp. Ottime le pillole contro l’ acidità di stomaco. Per la prima volta sogno cibo italiano.

Assistiamo ad un torneo di lotta mongola. Non ci sono categorie di peso, e si tengono più combattimenti contemporaneamente, le coppie in combattimento a volte si scontrano tra loro.

Un’ altra americana del Peace Corp ci prepara fantastici pancake.

 

About waltersupertramp

Sono nato nel 1978 in provincia di Cremona. Nella vita si cambia, ma un aspetto di me non è mai cambiato: la voglia di scoprire cosa si nasconde dietro la prossima curva, dietro la collina, la linea d' alberi, oltre l' orizzonte. Molte sono le motivazioni che mi hanno spinto ad imboccare questa strada. Ma questa mia caratterisca è sicuramente alla base di tutto. Riflettendoci è la caratteristica che più sento mia.